Advertisements
Advertisements

Morgan in concerto ad Arzignano: recensione, scaletta e gallery

Non chiamatelo “happening”. Non chiamatelo nemmeno “evento”, non sia mai. Quello che stasera ha tenuto ad Arzignano, in provincia di Vicenza, è stato un concerto a tutti gli effetti. Oddio, a dire la verità c’è stato molto, molto di più: questa fredda serata di fine giugno è stata infatti un’occasione non soltanto per ascoltare buona musica ma anche per sentir parlare questo straordinario artista di poesia, arte, traduzione e pure un po’ di politica.
Ecco come è andata nel dettaglio!

Morgan inizia il concerto con “Preludio in do maggiore” di Bach, dedicando il brano all’astrofisica Margherita Hack, scomparsa proprio ieri mattina; già da subito si capisce che lo spettacolo sarà diverso e originale rispetto al solito, viste le continue (e lunghissime) digressioni del cantante, che sa spaziare dagli argomenti più vari e raffinati con una naturalezza a tratti disarmante. È così che si arriva a parlare del rapporto fra lirica e epica (De André è epico perché parla in terza persona, mentre Tenco è lirico perché parla dei propri sentimenti), o della traduzione/trasmigrazione di un testo, che può passare, non senza difficoltà e “tradimenti”, da una versione poetica ad una melodica.

La serata procede, quasi come un flusso di coscienza, sviluppandosi su livelli sonori sempre più particolari e ricercati: da “Il sociale e l’antisociale” di a “Hobby” di Luigi Tenco (o Tecno, come ha preferito chiamarlo) passando per Fabrizio De André, cantautore a lui particolarmente caro: del concept album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” Morgan estrapola “Un giudice” e una versione inglese de “Un medico“, per concludere l’omaggio con “Valzer per un amore” e “Dormono su una collina“.

Accompagnato dal fidato Megahertz, il cantante monzese lascia spazio anche ad un po’ di glam (magnifica la versione “bioelectric” di “Fashion” di ) e ad alcuni pezzi del suo repertorio classico (se così si può dire!) come “Crash“, “Contro me stesso” e la celebre “Altrove“, proposta in una chiave elettronica che ha preso ispirazione a piene mani da e . Chiudono quest’orgasmo sonoro le note di “Recitativo Corale” di De Andrè, con le quali il Castoldi si congeda da un pubblico infreddolito, forse un po’ trastornato ma sicuramente divertito e incuriosito da tanta conoscenza e cultura musicale.

Con il suo genio e la sua sregolatezza, Morgan è venuto a dare una bella botta di vita a questo paese della provincia veneta: noi ci auguriamo di cuore che almeno un piccolo segno l’abbia lasciato.

Scaletta

Preludio in do maggiore
Il sociale e l’antisociale
Valzer per un amore
Un giudice
Dormono su una collina
Un medico (versione inglese)
Hobby
Fashion
Crash
Contro me stesso
Altrove

Advertisements

Commenti Facebook

commenti

About Alberto_Muraro

Seguitemi su Twitter: @alb_simultaneo