Vasco Rossi in concerto a Torino: recensione e scaletta Live Kom 2013

Il Komandante è tornato. Ieri a Torino per il Live Kom 2013 abbiamo assistito al trionfo di (qui la nostra diretta del concerto, col video dell’intro), che dopo essersi messo alle spalle tutti i problemi ha trascinato il pubblico in una carrellata lungo tutti i successi della sua carriera, senza risparmiare una singola stilla di sudore.

Certo, quando saltava lo faceva con una certa cautela, come il lungo degente che ancora non si capaciti di essere guarito, ma che grinta, che voglia, e soprattutto… che voce! Quando esce sul palco alle 21,20 sull’intro de L’Uomo più Semplice, la folla accalcata da ore sul pratone è in visibilio e già non esiste più niente tranne Vasco.

Sei pazza di me e Non sei quella che eri ci conducono a una emozionante Starò meglio di così, tanto simbolica in un momento come questo, ma è con Domenica Lunatica che si avverte il primo brivido potente, per una scaletta saggiamente pensata in crescendo. E quando il buio scende sull’Olimpico di Torino in mezzo a centomila fiammelle – come avrebbe cantato il vecchio Venditti – è tempo per Ogni Volta; un tuffo nel passato che riempie il cuore di tutti, chi negli anni 80 già c’era e chi no.

E dopo la commozione, tempo di scatenarsi nuovamente sulle note del Manifesto Futurista, ma soprattutto su Gli Spari Sopra, prima della breve pausa. E qui scatta la fase più attesa. Da adesso in poi sarà un colpo al cuore via l’altro per una seconda parte davvero fenomenale.

Si parte con C’è Chi dice No, e dopo Stupendo un altro tuffo nel passato remoto di Non l’hai mica capito. Tutti pronti per il classico medley? E allora si parte con Rewind (dedicata a Berlusconi e a Emilio Fede tra l’ilarità generale, con alcune parti di testo cambiate ad hoc) per chiudere con uno dei pezzi più gustosi del primo Vasco: l’irriverente Asilo Republic: “I bambini dell’asilo stanno facendo casino.. ci vuol qualcosa per tenerli calmi, ci vuole un dolcino… CI VUOLE UNO SPINOO!” Ma ve l’immaginate un testo così oggi? Sarebbe impossibile.

Un attimo di tregua con Canzone e altri due pezzi prima di Siamo Solo Noi, l’inno della generazione degli eighties cosiddetta del disimpegno dai tromboni degli anni 70, poi tramandato alle generazioni seguenti. Segue una Sally coinvolgente e Un Senso.

Quando si arriva a Vita Spericolata chi non era già emozionalmente a pezzi finisce di sconvolgersi. Giusto le forze per il coro finale di Alba Chiara e tutti a casa. Peccato solo per la mancanza di Colpa d’Alfredo e Fegato Spappolato, e sarebbe stato tutto perfetto, ma usciamo comunque felici dall’Olimpico.

E domani si replica!

9/6/2013

L’uomo più semplice
Sei pazza di me
Non sei quella che eri
Starò meglio di così
Come stai
Domenica lunatica
Quanti anni hai
Siamo soli
Ogni volta
Manifesto Futurista Della Nuova Umanità
Gli spari sopra

C’è chi dice no
Stupendo
Non l’hai mica capito
Eh già
Medley: Rewind, Gioca con me, Delusa, Mi si escludeva, Asilo Republic
Canzone
Vivere non è facile
I soliti
Siamo solo noi
Sally
Un senso
Vita spericolata
Albachiara

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
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