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Sonisphere Festival, il trionfo degli Iron Maiden: scaletta e recensione del concerto

Grande successo per il Sonisphere Festival 2013, allo spazio Fiera di Rho, MIlano, e soprattutto degli headliner che hanno chiuso l’evento durato tutta la giornata.

In precedenza due i momenti più attesi. L’esibizione di Cristina Scabbia (Lacuna Coil) con i Rezophonic, e naturalmente i Megadeth che hanno preceduto proprio gli Iron, anche qui con partecipazione della stessa Cristina, in versione supersexy e vistosa scollatura.

Quando finalmente salgono sul palco i Maiden l’entusiasmo è alle stelle e si capisce subito come mai questo gruppo, uscito indenne da quasi 35 anni di metallo pesante (il primo album, omonimo, è dell’80) sia entrato nelle anime di tutti i metallari (e non) più di chiunque altro.

La scaletta è all’insegna della nostalgia, si sapeva, e si apre subito con Moonchild, seguita dal pezzo che ha forse segnato il momento del massimo successo commerciale, Can I Play with Madness. Il classico intro parlato di The Prisoner ci riporta indietro nel tempo, quando i Maiden decisero di dedicare un pezzo a questa famosa e claustrofobica serie televisiva dell’epoca, e segue Two Minutes to Midnight, che scatena naturalmente una bolgia infernale e crea un ponte ideale con The Trooper, suonata poco dopo, per la celebrazione dei soldati di Sua Maestà nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Tutti pronti per il classico dei classici? “666” The Number of the Beast è l’inno al metallo degli anni 80 e quella che segue è una sequenza da infarto, con Phantom of the Opera, a celebrare i tempi di Paul Di’Anno vocalist, Run to the Hills, cantata a squarciagola dal pubblico, e Wasted Years.

Un attimo per riprenderci, sulle note di Seventh Son e di una magnifica The Clairvoyant. Poi Fear of the Dark, senz’altro il brano meno interessante e che segna un po’ la fine del periodo mitico degli Iron (io lo avrei evitato), prima che parta l’inno del gruppo. Iron Maiden è un regalo fantastico, e vorrei sapere quanti di noi adolescenti nei primi anni ottanta hanno cominciato ad amare il metal proprio grazie a questo pezzo.

Un attimo di pausa ed è tempo di bis. Ancora guerra con Aces High, ispirata anche questa da un celebre film sui piloti d’aereo bellici, poi The Evil a precedere un altro inno generazionale dei metallari: “Just sixteen a metal truck out of money out of luck… I’m running free, yeah, I’m running free”. Il coro ideale per sfiancarsi e tornare a casa contenti. Forza Iron dateci altri trent’anni come questi!

Milano | Sonisphere Festival 2013

Moonchild
Can I Play with Madness
The Prisoner
Two Minutes to Midnight
Afraid to Shoot Strangers
The Trooper
The Number of the Beast
Phantom of the Opera
Run to the Hills
Wasted Years
Seventh Son of a Seventh Son
The Clairvoyant
Fear of the Dark
Iron Maiden

Bis

Aces High
The Evil That Men Do
Running Free

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all’ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish.

Contatto diretto: blog@gamefox.it