Il Backup Tour di Jovanotti trionfa ad Ancona: scaletta e recensione del concerto

Data zero per il Backup Tour di Jovanotti che parte da Ancona con una struttura faraonica, composta da tre maxi schermi e un lunga passerella che fa da spartiacque in mezzo al prato gremito di folla.

Più di ventimila gli accorsi allo Stadio del Conero, che alle 21 in punto vedono salire sul palco il loro beniamino accompagnato dalle note di “Django”, colonna sonora dell’ultimo film di Quentin Tarantino.

Lorenzo aveva promesso un excursus lungo tutta la sua carriera e mantiene fede alla sua parola partendo con “Ciao mamma” nel delirio generale, poi “Megamix” e “Gimme Five”, il primo grandissimo successo di un passato remoto e spensierato che giustamente non vuole rinnegare. E infatti poi parte un pezzo di grande impatto come “Non m’annoio”. Molti di questi brani “seminali” sono cantati a spezzoni, per lasciare spazio a più brani possibili del repertorio di un Jovanotti in splendida forma. L’allenamento di questi giorni si vede anche sul palco sterminato.

Arrivano “Tensione evolutiva”, “Safari”, “La mia moto” e “Serenata rap” a “Tutto l’amore che ho”, poi il sorprendente “ciclo della notte”, con una serie di brani che hanno appunto la notte nel titolo o le sono dedicati. Le sue “Gente della notte” e “La notte dei desideri”, frammiste ad accenni a “La notte dei miracoli” di Lucio Dalla, “Certe notti” di Ligabue, “Una notte in Italia” di Ivano Fossati, “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, e “L’uomo in frac” di Domenico Modugno.

Si torna poi al repertorio classico con “Ti porto via con me”, “Ora”, “Le tasche piene di sassi”, “Terra degli uomini” e una travolgente “Tanto Tanto Tanto” in cui il basso di Saturnino è protagonista assoluto. Parte così il momento disco-rock con la sequenza “Io danzo”, “Muoviti muoviti” e “Una tribù che balla”.

Anche le sezioni dello show sono gestite con cura, e allo scatenamento segue la fase romantica con “Bella” e “Raggio di sole”, modificata in versione quasi reggae-ska. Prima di “Baciami ancora” dedicato alla figlia Teresa, c’è tempo per un accenno di “Riderà” per ricordare il compianto Little Tony, e poi “A te”.

Tempo di bis, che già aleggiano nell’aria frizzante della serata marchigiana con “Il più grande spettacolo” e i tamburi tribali de “L’ombelico del mondo”. Poi chiusura con due inni generazionali e ottimisti come “Ragazzo fortunato” e “Penso positivo”, per il quale Jova sfoggia il suo ultimo cambio d’abito e si presenta tutto vestito d’oro.

Trentadue i brani complessivi eseguiti, inclusi gli accenni e i medley, per uno spettacolo di due ore e mezza circa, che riprenderà da Bari l’11 giugno, per poi spostarsi a Bologna, Milano, Firenze, Roma e via andare, fino a Cagliari il 20.

Advertisements

Commenti Facebook

commenti

About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
Facebook