Milano celebra Bruce Springsteen live a San Siro: recensione e scaletta

Dopo le date di Napoli e Padova eccoci a recensire il concerto forse più atteso di Bruce Springsteen, quello ormai rituale della Stadio Meazza-San Siro di Milano.

Dopo che il Boss aveva suonato l’album Born tu Run per intero all’Euganeo, c’era grande curiosità per capire cosa si sarebbe inventato nella serata meneghina… e i fan non saranno certo rimasti delusi quando hanno capito che avrebbe fatto lo stesso, ma per l’altro disco iconico del rocker del New Jersey: Born in the Usa.

Ma partiamo dall’inizio. Il Boss attacca sulle note di Land of Hope and Dreams subito dopo l’intro su musiche di Ennio Morricone, alle 20,10 di un lunedì da sogno. Niente improvvisata del pomeriggio come a Padova, dove aveva eseguito due pezzi intorno alle 18, ma in compenso quando parte, parte fortissimo, al grido di «Ti amo San Siro, ti amo Milano, ti amo Italia».

E già dall’inizio si capisce che Bruce ha voglia di improvvisare e scruta i cartelli levati alti dalla gente alla ricerca di canzoni su richiesta per la solita scaletta inventata al momento. C’è American Land, poi una cover molto divertente di Little Richard (Good Golly Miss Molly), la struggente Death to my Hometown, quanto mai attuale nel testo, e l’inno generazionale The River a chiudere la prima parte, nel delirio della folla.

Ed è qui che arriva il momento di Born in the Usa, annunciata con gioia dal Boss. E non manca anche l’antico rituale di Dancing in the Dark, immortalato in un celebre video, per cui viene invitata una ragazza a salire sul palco a ballare, con tanto di bacio alla fortunata.

Dopo l’ubriacatura collettiva si riprende da Shackled and Drawn, passando dalle immancabili Badlands e Hungry Heart, prima del gran finale con Born To Run e Tenth Avenue Freeze-Out, seguito dalla classica Twist and Shout che aveva chiuso lo show di Padova, mixata con Shout degli Isley Brothers, che ricorderete in vari film come Wedding Crashers e Porky’s.

Finita? Proprio per niente. Si chiude con Thunder Road eseguita solo con chitarra e armonica e cantata in coro da tutti. Meglio di così… prossima fermata a Roma in luglio!

3/6/2013

Land of Hope and Dreams
My Love Will Not Let You Down
Out in the Street
American Land
Good Golly Miss Molly (Little Richard)
Loose Ends
Wrecking Ball
Death to My Hometown
Atlantic City
The River

[Born in the U.S.A. full album]
Born in the U.S.A.
Cover Me
Darlington County
Working on the Highway
Downbound Train
I’m on Fire
No Surrender
Bobby Jean
I’m Goin’ Down
Glory Days
Dancing in the Dark
My Hometown

Shackled And Drawn
Waitin’ On A Sunny Day
The Rising
Badlands
Hungry Heart
This Land Is Your Land/We Are Alive
Born To Run
Tenth Avenue Freeze-Out
Twist and Shout/Shout
Thunder Road

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
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