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Paola e Chiara: “Noi come Lucio Battisti, nessuno ha creduto in noi. Giungla sarà l’ultimo album”

scrivono l’ultimo capitolo della loro storia musicale? Possibile. L’annuncio è stato dato da Chiara Iezzi, la sorella bionda del duo italiano, nella serata di ieri attraverso la sua pagina Facebook ufficiale, sul quale ha affermato che Giungla, il prossimo album in uscita l’11 giugno, potrebbe essere l’ultimo della loro carriera. Uno sfogo in piena regola contro il mercato discografico italiano che non ha mai creduto in loro e nel loro genere musicale.

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Italia paese ingrato dunque, che non capisce l’arte che invece all’estero è premiata dal grande successo. Ma non finisce qui! Chiara commenta amaramente il suo stesso post, non senza fare paragoni azzardati o comunque citando successi personali che con la musica hanno ben poco a che fare.

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Paola e Chiara come Lucio Battisti, Mina e Adriano Celentano quindi. Battisti che, secondo Chiara, sarebbe stato amatissimo solo dopo la sua morte, nonostante i primi posti in classifica che il suo progetto musicale non vede da oltre dieci anni.

Ma qual’è il vero motivo dell’insuccesso del progetto Paola & Chiara? Davvero il mercato discografico italiano è così chiuso nei confronti della musica dance pop?

Il problema delle sorelle Iezzi è l’eccessiva esterofilia, una caratteristica decisamente poco amata in Italia. Per superare la fase dei tormentoni estivi dei primi anni 2000, strada che peraltro hanno battuto fino a spremere tutto il limone, Paola & Chiara hanno tentato di imporsi al pubblico peccando di scarsa originalità.

Se togliamo alcune parentesi interessanti come A modo mio o Milleluci, il resto della produzione di Paola & Chiara è palesemente “ispirata” alle grandi artiste internazionali; il loro disco del 2007 Win the Game è di fatto estremamente simile al Confessions on a Dancefloor di Madonna uscito poco tempo prima, così come il singolo da solista di Chiara Nothing at All, inciso praticamente sfruttando la base di Erotica / You Thrill Me del Confessions Tour di Madonna con un testo alternativo.

E andando avanti, i richiami alla musica internazionale contemporanea sono proseguiti con richiami alla musica di Lady Gaga nel loro successivo album Miilleluci (che contiene anche una discutibile cover di Russian Roulette di Rihanna, giusto per ribadire la loro tendenza all’ispirarsi alle dive del pop), mentre per quanto concerne il singolo uscito da poche settimane Divertiamoci (perché c’è feeling), è evidente che le due sorelle abbiano ripreso lo stile dei brani di successo di Jennifer Lopez e Pitbull, inserendo anche una parte rappata (con Razza Krasta).

Gli italiani, pur preferendo il genere melodico, di fatto non rifiutano stili musicali differenti, e questo è dimostrato dalla moltitudine di band e artisti che pur non diventando delle star riescono a proporre la loro musica alla loro nicchia. Non è un caso che il vero boom della musica dance in Europa negli anni 90 sia esploso in parte soprattutto in Italia, una realtà che smentisce Chiara Iezzi quando afferma che “la dance non è mai stata un classico in Italia”. Per non parlare poi del successo di band come i Planet Funk e dei Subsonica, che propongono brani dance pop originali e ottengono il meritato riconoscimento. Basta essere originali.

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