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Genesis: storia e discografia

I nascono a Godalming nel 1967 da un primo nucleo formato da (voce), Anthony Phillips (chitarra), (tastiere), (basso/chitarra) e Chris Stewart (batteria). E’ il produttore Jonathan King a scegliere il nome della band, intesa come inizio di una nuova era musicale. Ma il primo disco From Genesis to Revelation (1969) è tutt’altro che rappresentativo delle potenzialità del gruppo e infatti passa praticamente inosservato (lo potete facilmente trovare con vari titoli in qualunque reparto di dischi scontati).

La svolta viene con Trespass nel 1970, che vira decisamente verso il rock progressivo e contiene pezzi indimenticabili come Looking for Someone, The Knife e Dusk. Arriva alla batteria e se ne va Tony Phillips, rimpiazzato da Steve Hackett. È così che i Genesis trovano la loro lineup classica e colpiscono ancora nel segno con Nursery Crime (71). Il disco è un capolavoro vero e Gabriel può esaltarsi dal vivo con i suoi travestimenti e la sua mimica teatrale che trovano la massima espressione in quello che molti considerano a tutt’oggi il classico dei classici: The Musical Box.

I tre dischi che seguono portano i Genesis nel gotha della musica mondiale. Foxtrot contiene Supper’s Ready (23 minuti di durata) e Watcher of the Skies; Selling England by the Pound contiene Firth of Fifth e il primo buon successo commerciale a livello di singoli: I know what I like. Ma c’è anche un’altra epic song come Dancing with the Moonlit Knight. L’apoteosi si raggiunge con The Lamb lies down on Broadway (74), un concept che racconta la storia di Rael e che si concreta in un vero e proprio spettacolo teatrale e spinge i Genesis ad eseguirlo per intero durante un lunghissimo tour promozionale. È a questo punto che i rapporti interni al gruppo si usurano e le idee artistiche divergono definitivamente spingendo Gabriel a lasciare e intraprendere una fortunata carriera solista,. Nel 77 uscirà il suo primo disco con il classico Solsbury Hill. I successi degli anni 80 sono stranoti, ma vogliamo citarne solo un paio: Here comes the Flood, Biko, Sledgehammer (dal video con tecniche visive rivoluzionarie per l’epoca) e naturalmente Shock the Monkey, che Gabriel eseguirà al Festival di Sanremo in modo memorabile, volando sopra il pubblico attonito aggrappato a una liana.

I Genesis rimasti in 4 promuovono Phil Collins a cantante: una scelta dovuta anche alla somiglianza della voce con l’ex-frontman. Escono due dischi nello stesso anno, il 1976: il capolavoro A Trick of the Tail, con brani come Squonk, Robbery, Assault and Battery e Entangled, e il meno vistoso Wind and Wuthering, che ricorderemmo più che altro per Afterglow. Durante la lavorazione di quest’ultimo Steve Hackett si estrania sempre di più dal resto della band, che rifiuta la sua leadership e lo isola, spingendolo verso una carriera solista che ormai sembrava nelle cose.

IL successivo And then there were three (78) rappresenta la situazione creatasi di fatto, ma anche il titolo del primo lavoro del trio Collins/Banks/Rutherford che piano piano aprirà il cammino verso la commercializzazione e il grande successo di vendite di una band che sta ormai diventando qualcosa di diverso. D’altronde si avvicinano gli anni 80 del disimpegno, e benché la musica dei Genesis sia sempre di gran classe, la virata verso il rock più orecchiabile e anche il pop appare evidente, se non ancora del tutto in Duke – trascinata dal singolo-bomba Turn it on Again, sicuramente già in Abacab (81) e Genesis (83), il cui brano Mama sfonda ovunque.

Nel frattempo Phil Collins avvia la sua carriera solista, con la bomba Face Value (1981) che si può dire apra l’era dell’easy listening grazie anche al mega-successo planetario del singolo In the Air Tonight. In seguito Collins si specializzerà nella realizzazione di ballad romantiche creando uno stile tutto suo, universalmente riconosciuto, e divenendo una vera fabbrica di soldi coi suoi singoli (citiamo Against All Odds, Sussudio, Easy Lover, One More Night, Groovy Kind of Love, Another Day in Paradise, tutti numeri uno in classifica).

Ma torniamo ai nostri. I dischi dei Genesis si fanno sempre più rari, ma il successo è ancora garantito. Invisible Touch (86), col suo video coi pupazzi di Reagan e della Thatcher; We Can’t Dance (91) in cui i tre eseguono un passo in fila indiana che venne scimmiottato in tutte le discoteche e non solo, e infine il controverso Calling All Stations, ultimo atto di una lunga carriera datato 1997. L’anno prima Phil Collins aveva annunciato la decisione definitiva di lasciare il gruppo, ma Rutherford e Banks decidono di arruolare il cantante Ray Wilson. Una scelta stridente che porta a un disco per nulla convincente, a partire dal singolo Congo, e alla fine immediata del progetto che chiude dunque la lunga carriera dei Genesis in studio.

Chiudiamo con due notazioni importanti. Una per il disegnatore Paul Whitehead autore delle copertine degli storici LP della band (una su tutte: Nursery Crime). L’altra riguarda la carriera solista di Mike Rutherford che come Mike and the Mechanics ha realizzato diversi singoli di successo come Silent Running e Over my Shoulder. La band è ancora attiva e l’ultimo lavoro è del 2011.

Lineup storico della band

Peter Gabriel – voce, fiati
Tony Banks – tastiera, pianoforte
Mike Rutherford – Basso elettrico, chitarra
Steve Hackett – chitarra
Phil Collins – Batteria e voce

From Genesis to Revelation (1969)
Trespass (1970)
Nursery Cryme (1971)
Foxtrot (1972)
Selling England by the Pound (1973)
The Lamb Lies Down on Broadway (1974)
A Trick of the Tail (1976)
Wind & Wuthering (1976)
…And Then There Were Three… (1978)
Duke (1980)
Abacab (1981)
Genesis (1983)
Invisible Touch (1986)
We Can’t Dance (1991)
Calling All Stations (1997)

Peter Gabriel 1 (Car) (1977)*
Peter Gabriel 2 (Scratch) (1978)*
Peter Gabriel 3 (Melt) (1980)*
Peter Gabriel 4 (Security) (1982) *
Birdy (1985)
So (1986)
Passion (1989)
Us (1992)
OVO (2000)
Long Walk Home (2002)
Up (2002)
Scratch My Back (2010)
New Blood (2011)

*i primi 4 dischi non hanno titolo e vengono catalogati così

1981: Face Value
1982: Hello, I Must Be Going!
1985: No Jacket Required
1989: …But Seriously
1993: Both Sides
1996: Dance into the Light
2002: Testify
2010: Going Back

Discografia Mike & the Mechanics

Mike + The Mechanics (1985)
Living Years (1988)
Word of Mouth (1991)
Beggar on a Beach of Gold (1995)
Hits (1996)
Mike & The Mechanics (1999)
Favourites/The Very Best Of (2000)
Rewired (2004)
Rewired + Hits – The Latest + The Greatest (2004)
The Road (2011)

Voyage of the Acolyte (1975)
Please Don’t Touch (1978)
Spectral Mornings (1979)
Defector (1980)
Cured (1981)
Highly Strung (1982)
Bay of Kings (1983)
Till We Have Faces (1984)
Momentum (1988)
Guitar Noir (1993)
Blues With A Feeling (1994)
Watcher of the Skies: Genesis Revisited (1996)
A Midsummer Night’s Dream (1997)
Darktown (1999)
Sketches of Satie (2000) (with John Hackett)
Feedback 86 (2000)
To Watch the Storms (2003)
Metamorpheus (2005)
Wild Orchids (2006)
Tribute (2008)
Out of the Tunnel’s Mouth (2009)
Beyond the Shrouded Horizon (2011)
A Life Within A Day (2012) (with Chris Squire)
Genesis Revisited II (2012)[24]

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all’ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish.

Contatto diretto: blog@gamefox.it