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La rivoluzione di Claudio Baglioni: sarà il Festival di Sanremo della svolta?

In un’intervista concessa ieri al giornalista Rai Vincenzo Mollica nel corso del Tg1, ha svelato i primi dettagli organizzativi del prossimo Festival di Sanremo, di cui è stato nominato direttore artistico. Le serate rimarranno cinque, ma per il resto saranno tanti i cambiamenti, a partire dalla gara dei primi giorni.

«L’eliminazione è stata eliminata. Non ci sarà, come in tutte le edizioni precedenti, quella pratica del dover mandare a casa qualcuno. Chiunque degli invitati al Festival, dei proponenti, che siano essi giovani o campioni, cominceranno il Festival e lo finiranno. Nessuno andrà via, nessuno dovrà fare le valigie. Ci sarà comunque un concorso, ma questo renderà Sanremo simile a un festival del cinema o a un festival letterario».

Il concorso cui si riferisce il cantante è quello della serata finale che come da tradizione incoronerà il vincitore, così come i due restanti gradini del podio, ma a questo punto è probabile che non venga reso noto il resto della classifica, e si torni al quarto posto a pari merito di tutti gli altri, come accadeva fino a qualche anno fa. Ne perderà un po’ lo spettacolo, ma possiamo capire la filosofia di base del progetto.

«Non ci sarà una serata dedicata alle cover. Penso che in maniera coerente, chi lavora da tanto tempo a un progetto, a una canzone, abbia dignità e diritto di riproporre quel suo brano, questa volta con altri artisti, ospiti, musicisti o con altri cantanti, in forma di duetto, di trio, come performance aggiuntiva».

Da una parte questo è giusto, dall’altra ci priverà di qualche bellissima versione personalizzata degli ultimi anni, come fu il Se telefonando di Nek, o la splendida cover de L’immensità di Gigi D’Alessio lo scorso anno. Per il resto Baglioni ha chiarito che non sarà esattamente un conduttore ma si presenterà sul palco solo sporadicamente lasciando la scena ai suoi collaboratori (non ancora resi noti).

E per ultima una chicca, forse la migliore delle innovazioni previste: il tempo limite per la durata della canzoni sarà allungato dagli attuali 3’15 (davvero pochi) a 4 minuti tondi. Era ora! Vero che questo renderà necessario al vincitore un taglio di un minuto per rientrare nei tre minuti secchi dell’Eurofestival (a meno che rinuncia a parteciparvi) ma per il resto finalmente sarà possibile esprimersi su un tempo più consono a una creazione artistica.

Sarà dunque il Festival di Sanremo della svolta, in senso qualitativo? Le premesse ci sono, ma è presto per dirlo. Come sempre saranno decisive le canzoni e il criterio adottato per approvarle. Basta coi soliti cantanti melodici (e pure coi rapper inutili) e cominciano a puntare su cantautorato di livello e soprattutto sui gruppi rock. IL paese bruilica di band di ottimo livello, perché non devono essere rappresentate a Sanremo? Può sembrare paradossale chiedere lo sdoganamento del rock proprio al cantante-emblema della canzone d’amore italiana (ma quella di altissimo livello, sia chiaro) ma pensiamo che solo lui possa avere il coraggio di farlo.

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it