Dargen d’Amico: la recensione di Vivere aiuta a non morire (cover e tracklist)

Per chi di voi non se fosse ancora accorto, il successo del rap in Italia sta facendo seria concorrenza a mostri sacri delle classifiche come Vasco Rossi o Laura Pausini: nel corso degli ultimi 2 o 3 anni sono spuntati come funghi giovani rapper (soprattutto nell’hinterland milanese) che hanno letteralmente rivoluzionato il mercato musicale italiano, portando a nuovi fasti persino una rete come MTV, che ormai di musicale ha ben poco. Riuscire a orientarsi in questo marasma di giovani MC è un’impresa davvero difficile, anche perché molti di loro sono simili anche da un punto di vista fisico: una delle poche eccezioni in questo senso è quella di Dargen D’Amico, ex componente delle Sacre Scuole, che di recente si è messo a fare anche il produttore con dei risultati davvero notevoli (uno su tutti il lavoro svolto con , del quale abbiamo già ampiamente tessuto le lodi su questo blog). Sia ben chiaro: non stiamo certo per recensire il disco rap più bello o raffinato della storia, ma crediamo che valga comunque la pena parlarne, visto che è un lavoro che presenta molti spunti interessanti. Ecco dunque tutte le nostre opinioni su Vivere aiuta a non morire.

Il disco chiarisce fin da subito le sue intenzioni stilistiche: ci riferiamo a un certo tocco elettronico già ben presente diversi dischi del geenre (in particolare”Mouse Music“dei Two Fingerz); tutto ciò si concretizza infatti già dal primo brano, VV, che costituisce un ideale intro del disco scritto a mò di flusso di coscienza in rima.

Entriamo nel vivo dell’album con Siamo tutti diversi, brano in collaborazione con Andrea Volonté che critica la società di massa (ogni tanto nascono fiori speciali, neonati con malformazioni radicali, nati dietro pressione stress produttivo, l’anagrafe è il primo contratto lavorativo); se quello con Volonté è un duetto interessante, non si può dire lo stesso di quelli con Max Pezzali (Due come noi, con il sample di Andrà tutto bene degli 883) o J-Ax (L’Amore a modo mio, Il Ginocchio), due artisti che hanno decisamente fatto il loro tempo e in un disco di hip hop sperimentale come questo non possono far altro che suonare antiquati e fuori luogo.

L’album si risolleva con il singolo Un fan in Basilicata, dal ritmo trascinante e dal testo irriverente, oppure con altre canzoni che si presentano in tutto e per tutto come puri divertissement testuali e ritmici, nei quali D’Amico ricerca delle sonorità che siano il più internazionali possibili (per esempio nella divertente Il Cubo oppure in A meno di te, che ha un ritornello anni novanta ma una base dubstep).

Se Sincero/Sincera è un buon brano “skit”, il disco torna a deludere un po’ con pezzi forzatelli come Il corriere contromano e soprattutto con L’Italia è una; cambia invece il discorso per la parte conclusiva del disco, che affianca ottime produzioni a voci e testi molto particolari. È proprio a questo punto che Dargen d’Amico tira fuori il meglio del disco: Il presidente (che finisce con la registrazione di parole in libertà riguardo al testo della canzone), Con Te (collaborazione con i Perturbazione) e infine la perla Continua a Correre (feat. Andrea Nardinocchi), che si rifà nostalgicamente al Neffa di un tempo. Ciliegina sulla torta è , che con la sua calda voce chiude il disco nella toccante È già (c’è già il futuro, speranza e paura, c’è già il futuro, nessuna avventura, nel giorno più duro, per chi se n’è andato, c’è già il futuro, è quasi passato).

Permettetemi poi una precisazione conclusiva: ho tralasciato Bocciofili (feat. Fedez e Mistico) non a caso, visto che trovo che sia in assoluto il pezzo più geniale di tutti: non me ne vogliate, sarà pure una canzone un po’ trash e volgarotta, ma credo in tutta onestà che Dargen e compagni abbiano volutamente deciso di scrivere questo brano per farsi quattro risate in compagnia. Alla fin fine, la musica può essere anche questo, sperimentazione, divertimento e cazzeggio, basta non prendersi eccessivamente sul serio. Voi che ne dite?

Cover di Vivere aiuta a non morire

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Tracklist

01-VV
02-Siamo tutti uguali (feat. Andrea Volontè)
03-Due come noi (feat. Max Pezzali)
04-Un Fan in Basilicata (Almeno)
05-L’Amore a modo mio (feat. J-Ax)
06-Bocciofili (feat. Fedez e Mistico)
07-Lorenzo De’ Medici
08-Il ginocchio (feat. J-Ax)
09-Il cubo (fondamentalmente) (feat. Two Fingerz)
10-A meno di te (feat. Michelle Lily)
11-Sincero/sincera (seconda stesura)
12-Il corriere in controsenso (feat. Andrea Volontè)
13-L’Italia è una
14-Con te (feat. Perturbazione)
15-Il Presidente
16-Continua a Correre (feat. Andrea Nardinocchi)
17-E’ già (feat. Enrico Ruggeri)

 

 

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