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Asaf Avidan in concerto all’Alcatraz di Milano: la nostra recensione (gallery e scaletta)

Eviterò di scrivere per l’ennesima volta che è bravissimo e che la sua voce sembra quella di Janis Joplin, tanto con ogni probabilità lo saprete già; è comunque molto difficile parlare di lui senza lasciarsi andare a qualche elogio incondizionato. Sperando dunque di non scadere troppo nella banalità, vorrei condividere tutte le impressioni che ho avuto questa sera vedendolo dal vivo in concerto all’Alcatraz di Milano.

Prima di tutto, ricordiamo che Avidan è un artista a tutto tondo, che scrive, canta e passa senza soluzione di continuità dalla chitarra elettrica alla fisarmonica, suonate in maniera tale da ricreare in qualche modo il graffiato del suo particolarissimo timbro vocale; non dimentichiamoci poi la sua band, composta da altri 4 musicisti notevoli tanto quanto lui, che si sono dimostrati fondamentali per la riuscita di un concerto suonato sinceramente da dio.

Apre le danze Cyclamen, con la quale l’atmosfera all’Alcatraz si scalda subito e i piedi iniziano a muoversi: la prima parte dello show è infatti più movimentata, e offre al pubblico diverse altre canzoni con le quali scatenarsi, come per esempio Hangwoman, Hoist up the colors o Jet Plane, tutti brani appartenenti al periodo in cui il cantante si esibiva insieme ai The Mojos; in particolare, devo dire che in questa sezione del concerto ho apprezzato soprattutto , una canzone che fin dal primo ascolto mi aveva letteralmente fulminato, per musica e testo.

La seconda parte dello show è decisamente più tranquilla e rilassata, ma non per questo meno coinvolgente: canzoni come Weak, Maybe You Are o Love it or Leave it, interpretate magistralmente, fanno sussultare i cuori di molti dei presenti, me compreso. Com’era prevedibile, il punto massimo dell’emozione viene toccato con ““, che nell’originale versione acustica rende mille volte di più rispetto al remix del dj Wankelmut. Chiude in bellezza “Her lies” che conclude magistralmente un concerto che ha lasciato tutti i presenti con un sorriso grosso così stampato in faccia.

In breve, una serata davvero eccezionale, trainata da un cantante talentuoso e anche molto simpatico, con una presenza scenica incredibile e una vocalità che sembra non appartenere nemmeno a questo mondo. Asaf Avidan è un fenomeno, e sono sicuro che chi lo vedrà a Roma, Verona e Grugliasco tornerà a casa con dieci centimetri di pelle d’oca e tanti bei ricordi, proprio come il sottoscritto.

Scaletta:

1) Cyclamen
2) Different Pulses
3) Gomorrah
4) This Cool
5) Beggar
6) Hoist
7) 613
8) Small Change
9) Weak
10) Turn
11) Love It
12) Hangwoman
bis
13) Reckoning Song
14) Her Lies

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