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Platì, Cruciani contro il prete: “Si vergogni”

Giuseppe Cruciani – notoriamente ateo – contro un prete, Don Giuseppe Svanera da Platì, provincia di Reggio Calabria; un comune commissariato per 10 anni causa infiltrazioni mafiose.  Chi è la persona sensata tra Cruciani ed un prete? A parere di chi scrive – stranamente – il primo.

La questione nasce dal funerale pubblico in favore del mafioso Giuseppe Barbaro celebrati nonostante il divieto da parte del questore per motivi di ordine pubblico e perché il morto apparteneva al “Clan Barbaro” con una condanna a 5 anni di galera.

Alla Zanzara Don Giuseppe ha risposto così: “Ho ricevuto un’ordinanza dal questore. Ho fatto quello che dovevo e poi mi sono preso la mia libertà di prete”

Alla domanda di Cruciani a proposito della funzione “allargata” il parroco ha così risposto: “Sono andato al cimitero alle 6:00 come era stato ordinato, poi alle 11:00 ho celebrato la messa con tutta la comunità come annunciato dai manifesti. Il questore può vietare il corteo in luogo pubblico, ma in chiesa comando io, anche se ci troviamo nella Repubblica Italiana. Nessuno può vietarmi di far entrare in chiesa chi vuole entrarvi. Mi sono basato su una sentenza del  TAR della Campania  del 2010″.

David Parenzo  gli ha fatto a quel punto notare che invece di citare il TAR dovrebbe citare la Bibbia: “E Dio non fa differenze. Sono mafiosi? A me non frega niente“. 

Sin qui in linea teorica il sacerdote avrebbe anche potuto aver ragione attaccandosi allo zelo con cui ha svolto il suo compito. Ma c’è di più, la mancanza di coraggio per dire che la ‘Ndrangheta – più in generale la Mafia – è cosa ignobile: “Se uno è mafioso non è detto che sia un assassino. Clan Barbaro? Personalmente lo conosco solo per quello che scrivono i giornali. Sentenze dei magistrati? Anche parte di essi appartiene a questa Mafia, anche se non li accuso perché non tocca a me”.

Cruciani ha iniziato realmente ad innervosirsi: “Dica dall’altare che la ‘Ndrangheta fa schifo, il clan Barbaro ha ramificazioni in Europa e nel Nord Italia“. “Questo lo deve dire lo Stato, io faccio il prete. Non condanno la ‘Ndrangheta perché in due anni non ne ho avuto esperienza, quindi non la conosco“.

Parenzo: “Non Le fanno pressioni perché non alza una voce contro questi criminali“.  Ancora Don Giuseppe: “La Mafia esiste perché tutti ne parlano. Io il defunto non lo conosco anche se so che è stato condannato“. Cruciani, dopo essere stato addirittura mandato a quel paese – da un prete – ha chiuso stizzito: “Arrivederci, e si vergogni anche un po'”.

Qui trovate l’audio completo della telefonata. Certo, Don Pino Puglisi e Don Giuseppe Diana erano altra cosa.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

 

 

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About Stefano beccacece
Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".