Un Giorno da Pecora: Giorgio Lauro le ricorda un episodio accaduto ad Anno Zero e Rula Jebreal si arrabbia “Sono molto offesa”

Puntata movimentata – così è stata definita sui social – quella di ieri ad Un Giorno da Pecora su Radio 1 Ospite del programma era la giornalista, docente universitaria ed esperta di politica internazionale Rula Jebreal.

Prima di invitare ospiti stranieri – che legittimamente potrebbero non conoscere la trasmissione basata sì sull’attualità ma soprattutto sull’ironia – bisognerebbe accertarsi che sappiano che si tratta non di un contenitore di pura informazione, e soprattutto intuire se tali persone sono predisposte o meno allo scherzo, alla battuta.

Così capita che l'”incidente diplomatico” venga sfiorato in avvio di intervista parlando del cognome – non certo semplice – dell’ospite.  Lauro: “Non poteva chiamarsi Rula Rossi?“. Di fronte ad una domanda del genere, chiaramente non seria, la risposta è stata: “Fossi nata in Italia sì, ma il mondo è senza frontiere, globalizzato, non importa il tuo colore di pelle o come ti chiami.  Conta quello che sai fare“.

La professoressa dell’Università Americana di Roma – però – perde le staffe quando, durante un collegamento telefonico con Antonio Di Pietro, il conduttore le ricorda un episodio avvenuto 10 anni fa ad Anno Zero nel quale – mentre stava intervistando l’allora ministro del secondo governo Prodi – una voce in sottofondo la definì “Gnocca senza testa”.

Giorgio Lauro: “Vi siete incontrati ad Anno Zero in una situazione particolare: la Signora Rula stava intervistando il Signor Di Pietro, quando si è sentita quella frase, gnocca senza testa“. Rula Jebreal: “E’ offensivo e volgare che si ricordi questa cosa del  2006. Nel frattempo siamo nel 2017,  sono stata negli Stati Uniti, ho lavorato alla CNN, sono diventata professoressa e ancora ci rivolgiamo alle donne ricordando battute sessiste, sono veramente offesa”.

E ancora – mentre lo speaker cerca in qualche modo di gettare acqua sul fuoco: “Il mondo sta crollando, in Siria muoiono persone, Trump sta per diventare presidente e noi sprechiamo il tempo di una trasmissione glorificando i sessisti“.

Il pomeriggio di Lauro non è  semplicissimo: anche Di Pietro si  lamenta, delle troppe interruzioni: “Le dico una cosa, da ascoltatore di radio la cosa che più dà fastidio al cittadino è  quando qualcuno interrompe. Se vuole informare mi faccia parlare, altrimenti se vuole scherzare faccia Un Giorno da Pecora che Le viene meglio“.  Parlando dei soldi chiesti da Giulietto Chiesa ed Occhetto, il magistrato molisano si altera anch’egli quando gli viene chiesto se abbia o meno la cifra a lui richiesta: “E questo che c’azzecca? Mi dispiace che Lei faccia una trasmissione di disinformazione, ma parliamo di cose serie”.

Ma tornando allo “scontro” Lauro-Jebreal, la puntata si chiude con i due che – lui in particolare – tentano di arrivare in fondo senza però risparmiarsi reciproche punzecchiature con lei che vorrebbe che certe domande fossero concordate e si candida a prendere il posto del conduttore del programma facendo coppia con Geppi Cucciari, e lui che chiede al mago Othelma se la docente tornerà mai nella trasmissione in qualsiasi veste.

Se volete riascoltare i vari: “Non è contenta in questo momento” o “Vedo che stai sudando, ma non mordo“, ecco il link dell’intera puntata. Questo è invece il link del passaggio “incriminato”.

Ma gli ospiti stranieri spesso – come detto – potrebbero innervosirsi, come capitato nel 2015 -Un Giorno da Pecora era ancora collocato su Radio 2 e con Lauro c’era ancora “l’anziano” Sabelli Fioretti – quando Romina Power riattaccò il telefono per le troppe domande su Al Bano, ed il Simpatico e l’Anziano provarono ironicamente a virare sul tema ISIS: “Ma domande che non riguardino Al Bano le avete? Ogni volta che in Italia qualcuno mi vuole intervistare c’è un solo argomento”.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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About Stefano beccacece
Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".
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