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Intervista ad Antonio Aiazzi: “Cinque pezzi Litfiba in tour con Maroccolo”

Grazie alla collaborazione con la fanpage del Marchese Antonio Aiazzi su Facebook, rilanciamo ancora una volta l’intervista rilasciata dallo storico tastierista dei , attualmente in tour con Gianni Maroccolo e lo storico cantante dei Moda Andrea Chimenti.

Le domande sono state poste da utenti del forum i cui nomi (o nickname) potete vedere al principio delle parti grassettate.


Gaetano Sanitate: Che ne pensate di una nuova super band che continui a fare inediti? E di un nuovo CPI che inizi a fare Talent scout tra le giovani band italiane?
Ciao Gaetano, questo tour di VDB ci sta dando delle belle emozioni e nelle nostre testoline un pensierino a quello che dici tu è sicuramente passato. Ma da qui ad iniziare un progetto con dei brani inediti è lunga. Per quanto riguarda il discorso del CPI, serebbe bello, ma è più una domanda per Marok ( mandagli un messaggio su FB ) . Cmq con Marok abbiamo condotto un workshop a Peschiera ed è stato molto interessante per noi e spero anche per i giovani artisti intervenuti, abbiamo pensato di farne degli altri, vedremo… un modo diverso di aiutare le giovani band…
Luca Battaglia: Caro Marchese Aiazzi, ricordo che durante i concerti degli anni 80 spesso suonavi intro e intermezzi musicali inedite su disco. Erano improvvisazioni o abozzi di future composizioni? Cosa sono eventualmente diventate? Ti sono ancora utili nei concerti o nel personalizzare le composizioni (anche magari in nulla è andato perso)?
Ciao Luca , è vero spesso c’erano questi preludi o intro interminabili che coloravano i concerti , Forse qualcuno è sicuramente diventato un brano ma proprio non ricordo quale.
In “nulla è andato perso” abbiamo effettivamente un concerto che ha questi momenti, ma non ho ripescato volutamente nulla dal passato, anche se poi tutto quello che suoni è sempre in qualche angolo che aspetta. Preferisco comunque cercare sempre qualcosa di nuovo piuttosto che riadattare un vestito . Sopratutto quando suono con Gianni, non mi voglio perdere l’esperimento di vedere il pentolone alchemico bollire . Un esempio è stato il particolare arrangiamento di Versante Est nel concerto “nulla è andato perso “. Mentre lo dicevamo ( ci sembrava già una sfida da pazzi ) avevamo le mani sugli strumenti e ….. lo stavamo suonando già com’è ora. Questo è realmente impagabile . Poi non tutte le ciambelle nascono con il buco. Però …..
Cynzia Del Frate: Come è nata l’idea di questo progetto? Voglia di un ritorno al passato, o desiderio di ritrovarsi insieme per riportare la vostra musica anche ai più giovani?
Ciao Cynzia
Il progetto nasce da Marok, che ci ha chiesto di condividere questo suo viaggio, che in certe parti è anche nostro. Un percorso musicale che in certe parti nemmeno conoscevo e quindi è stato anche un piacere ulteriore scoprirlo.
E’ stata anche l’occasione di ritrovarsi di nuovo con Andrea Chimenti a suonare insieme e anche con altri musicisti che hanno il dono di trasmettere musica, oltre che a suonarla.
Antonio Ripa: Che ne pensi del mistero del Castel del monte? ahahah
Questo spiritoso signore ( Antonio Ripa ), non sa quanto rischia grosso ! Sabato 16 a Corato – BA , lui salirà sul palco a fare con noi, faremo un pezzo che noi tutti adoriamo e non vorrei mai qualcosa andasse storto …….
Allora tutti si chiederanno ma dov’è finito Antonio Ripa ? La nostra risposta sarà :
Beh questo è “ il mistero del castel del monte “ .
Massimo Pignatello: Questa è la mia domanda, grazie. Considerata la particolarità dello spettacolo che ti vede coinvolto, sta maturando anche in te – così come è avvenuto a Gianni Maroccolo – l’idea di un progetto più personale?
Ciao Massimo
Per adesso no, ci ho pensato negli ultimi tre/quattro anni ed ho anche iniziato a buttare giù un progetto. Ma in questo momento sono completamente dentro questo percorso e non sto pensando a qualcosa di nuovo.
Ulrico Riga: Ciao Aiazzi come va? Cos’è cambiato in musica con l’inasprimento dei tempi nella vita vera? Può sempre, la musica offrire una via di fuga?
Ciao Ulrico
La musica da molto di più di una fuga. Non saprei come affrontare la mia vita senza la musica. Per tre anni non ho praticamente suonato e quando poi un giorno ho ripreso lo strumento è stato come se avessi ripreso contatto con una parte del mio corpo che era spenta. Strana sensazione da non ripetere mai più.
Dario Quattrocchi: Buona sera Sign. Aiazzi, qualche anno fa la reunion con i Litfiba per il Trilogia tour e ora il nuovo lavoro con Il Sign. Maroccolo con tanti brani di anni passati, sono solo due di tanti altri esempi di una voglia di riproporre vecchi lavori e vecchie sonorità che in generale nella musica noto da circa 3-4 anni. Come mai secondo lei questa piccola voglia di anni passati? Spero che la domanda sia chiara e che non sia scema. Grazie.

Ciao Dario
La domanda non è affatto scema . Però io prima farei delle differenze fra I due esempi che tu hai proposto. Nel primo caso ( Trilogia ) è stato effettivamente fatto un lavoro per andare a ritrovare delle sonorità che erano possibilmente più vicine possibile a quelle che avevo utilizzato negli anni’80. E’ stata una scelta condivisa da tutti noi ( chi più, chi meno … ), era la giusta chiave di lettura. In passato abbiamo sempre avuto la voglia di riarrangiare o modernizzare i brani , ma questa volta eravamo nella formazione che gli ha composti e suonati la prima volta e quindi dovevamo ripartire dall’inizio .
Nel lavoro che abbiamo fatto ora con Marok ci sono dei brani che hanno due anni di vita e che secondo me hanno delle sonorità molto attuali. Anche dei brani vecchi, ma che abbiamo trasformato in qualcosa di sonoramente diverso.
Comunque capisco il senso generale della tua domanda.
Credo che la risposta sia: la musica è ciclica, come un tornado che nel suo procedere raccatta una casa blues, una macchina punk e così via, se stai a guardarlo; e nel suo giro rispuntano, in mezzo al vortice gli elementi che porta con se, qualche volta si trasformano, si mischiano, perdono pezzi oppure se ne aggiungono di nuovi .
Peccato che ultimamente di nuovo si sia aggiunto poco
Donatello Guerrera: perché ha rifiutato di rientrare ufficialmente e a tempo pieno nella formazione attuale dei Litfiba?
Ciao Donatello
Va bene che sono distratto, ma non mi risulta nulla a questo proposito.
Gaetano Sanitate: La scena new wave e post punk emergente attuale italiana canta in inglese. Come mai? Cosa manca secondo voi ai giovani musicisti di oggi per azzardare l’uso della lingua italiana?
Mah io sento anche dei nuovi autori che cantano in Italiano e che dopo anni di “quasi nulla” comincio ad appassionarmi nel sentire dei gran bei testi. E’ vero che fino a qualche anno fa la scena era quasi esclusivamente inglese.
Dai ! ce la faranno io tifo per loro.
Alessandro Rasman: C’è la possibilità di qualche collaborazione con i Litfiba?
Abbiamo appena finito di collaborare per la ristampa di Yassassin e il primo EP. Scherzo…. . Boh, non credo proprio. Un grande abbraccio Alessandro.
Francesco Anastasi Quali canzoni dei Litfiba sono state elaborate x questa tournée? Il marok dice che avete quattro ore di sonorità da esibire… Naturalmente un po’ alla volta… Grazie
Erano quattro ore …. Ci sono state delle new entry da quelle 4 ore , adesso penso che siamo vicino alle cinque, eh eh ci stiamo divertendo e finchè la memoria ci regge, si va !
Brani dei Litfiba sono cinque . Peste , Versante Est, La Battaglia ( Eneide ) Maria Walewska e qualche volta viene fatta Pioggia di Luce da Marok-Brotto-Celletti . Ma potrebbe arrivare un sesto prossimamente . Comunque molti brani sono a rotazione.
Una delle particolarità di questo concerto è la lunghezza di una scaletta che vola via. Ci è piaciuto da subito pensare ad un concerto “generoso”. Quando arriviamo alla fine della prima parte è passato un’ora e quarantacinque minuti e sembra un attimo. Anche il pubblico ha la stessa impressione.
Poi la seconda parte che decidiamo prima di risalire e varia fra 30 a 45 minuti . Insomma… bello lungo ed incredibilmente breve . A volte ho l’impressione di scendere dal palco e non essere completamente sazio. Non so se rendo l’idea.

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
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