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Chasing Yesterday: la recensione del nuovo disco di Noel Gallagher

Ballate pop, rock, jazz, e l’inconfondibile timbro di voce che si mescola a Pink Floyd, Brian Protheroe e Queens of the Stone Age. C’è tutto questo in Chasing Yesterday, nuovo disco degli High Flying Birds guidati da , che uscirà il prossimo 2 marzo. Virgin Radio lo ha pubblicato in anteprima e noi lo abbiamo ascoltato per voi.

Partiamo dal titolo. Dal “chasing the sun” di Slide away al “chasing yesterday” di While the Songs Remains the Same, traccia 7 dell’opera seconda di Noel. “Se potessi lo cambierei”, ha dichiarato l’ex Oasis alla sede inglese di Facebook il 13 ottobre scorso, confessando di averlo scelto una settimana prima dell’annuncio. Un titolo che, stando alle parole dell’artista, non ha quindi alcun significato particolare, ma che è assolutamente evocativo ed efficace.

Delle dieci tracce che compongono il disco, due le conosciamo già. Ballad of the Mighty I – in cui spicca alla chitarra l’ex Smiths Johnny Marr – e In the Heat of the Moment sono i due pezzi più pop, contornati da tracce di space jazz e dai classici toni del Noel più melanconico e suggestivo. Non mancano richiami ad alcuni brani degli Oasis. L’intro di The Girl with X-Ray Eyes – un’ode alla moglie ispirata da David Bowie e The Fool on the Hill dei Beatles – somiglia non poco a quella della leggendaria The Masterplan, mentre il ritmo di Lock All the Doors – scritta a inizio anni Novanta e mai terminata finora – rimanda a quello di My Sister Lover (b-side di Stand By Me, 1997). E poi c’è The Dying of the Light, che ricorda ballate indimenticabili come Talk Tonight o Cast No Shadow.

Il Noel di Chasing Yesterday è però meno ancorato al passato brit-pop e trapunta l’album di suoni nuovi, rendendolo più eterogeneo. Se Riverman – ballata lenta ispirata da Pinball di Brian Protheroe – termina con un lungo assolo di tromba, di The Right Stuff  l’artista di Manchester parla così:

Ho fatto sentire The Right Stuff ad un mio amico, che mi ha detto: “Ma questa roba è space jazz!” Sfottevamo sempre lo space jazz quando ero negli Oasis. Quando la gente ci diceva che non eravamo abbastanza audaci con le nostre canzoni noi rispondevamo: “Che cosa volete, che facciamo space jazz?” Ora ho scritto una canzone che è vero, autentico space jazz, ed è grandiosa.

Nella settima traccia Noel omaggia la sua città con un ritornello struggente e poetico. Nel brano successivo è forte l’influenza di Rolling Stones e Queens of the Stone Age, che evocano un’atmosfera più rock e meno emotiva. Ma il testo dice altro: si parla di crisi, di rivoluzione, di declino.

You Know We Can’t Go Back “parla di un ragazzo e una ragazza che si preparano per fuggire dalla situazione in cui si trovano” dice Noel. Ma non si può non andare oltre. La storia è anche quella dei due Gallagher, di due fratelli che si sono separati e sapevano – e sanno – di non poter tornare indietro. Anche se è ciò che tutti aspettano, bramano, sperano.

In attesa dell’insperata – ma non impossibile – reunion con il fratello, godetevi il nuovo lavoro dei Noel Gallagher’s High Flying Birds e, se potete, andate al Fabrique di Milano il 14 marzo. Noel Gallagher. Live. C’è aria di soldout.

Daniele Sidonio

Chasing Yesterday – Noel Gallagher’s High Flying Birds | 02 marzo 2015

1. Riverman
2. In the Heat of the Moment
3. The Girl with X-Ray Eyes
4. Lock All the Doors
5. The Dying of the Light
6. The Right Stuff
7. While the Song Remains the Same
8. The Mexican
9. You Know We Can’t Go Back
10. Ballad of the Mighty I

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