Jay Z e Beyoncé in concerto allo Stade de France: recensione, scaletta e foto

La mia sconfinata passione per la musica è iniziata quando avevo circa 11 anni, grazie alla (ormai scomparsa) programmazione non stop di MTV, che a tutte le ore del giorno e della notte passava, senza soluzione di continuità, il meglio degli anni Novanta e dei primi Duemila: ricordo che fra le hit in rotazione una certa Bills Bills Bills delle esordienti Destiny’s Child colpì la mia attenzione e rese la musica black una sorta di ossessione.

Perché questo lungo pippone introduttivo, direte voi? Beh, perché poche ore fa io e qualche decina di migliaia di persone abbiamo coronato il sogno di una vita assistendo, in anteprima europea, allo spettacolo tenuto allo Stade de France dalla coppia d’oro Jay-Z e Beyoncé Knowles.

Messe definitivamente a parte tutte le illazioni (seppur credibili) di divorzio, la coppia re Mida dell’hip hop ha messo in scena uno spettacolo sontuoso e mozzafiato, un ininterrotto flusso sonoro che per due ore e quaranta (avete letto bene) ha intrattenuto uno stadio stracolmo di gente proveniente dai 4 angoli d’Europa.

Lo show, che ha goduto di una meravigliosa serata di fine estate, è iniziato con Bonnie & Clyde, pezzo che ha portato gli “Jayonce” a conoscersi e ad imporsi sulla scena internazionale come la coppia più potente del muzikbitz: ciò che ci ha colpito fin da subito è stato un invidiabile affiatamento artistico, che ha reso lo spettacolo ulteriormente emozionante.

Per poter analizzare il concerto è necessario muoversi su due fronti separati; mentre Jay Z (un perfetto crooner rap) non sembra coinvolgere del tutto il pubblico presente, al contrario Beyoncé risplende letteralmente di luce propria, impeccabile, energica e “fierce” come le impone il suo alter ego. A questo proposito, se dovessi valutare l’efficacia dei pezzi in scaletta in base alle gomitate che mi sono preso in mezzo al parterre B (mai più, c’ho un’età) al primo posto si piazzerebbero indubbiamente Run the World (Girls), la trascinante Niggas in Paris (quando si dice giocare in casa!), Clique, la stupenda Drunk in Love e, dulcis in fundo, la versione remix di Flawless allietata dall’inaspettato arrivo sul palco di nientepopodimemo che Nicki Minaj.

Il resto dello spettacolo si è infine sviluppato come un’ideale celebrazione della più che decennale carriera di Jay Z (vedasi Hard Knock Life, I just wanna love you e 99 problems) e, ovviamente, delle straordinarie capacità di entertainer di Beyoncé, che non ha certo lesinato gorgheggi da pelle d’oca (Pretty Hurts, Resentment e una cover di Lauryn Hill Ex Factor) e ipnotici movimenti di chiappe (un esempio su tutti, la danza del ventre di Naughty Girl).

Come ciliegina sulla torta, il duo ha deciso di congedarsi con due inni da stadio come Forever Young e Halo, facendo scendere più di qualche lacrimuccia a chi, come il sottoscritto, aspettava un concerto-evento come questo da una vita. Merci bcp les garçons.

Scaletta

03 Bonnie & Clyde
Upgrade U
Crazy In Love
Show Me What You’ve Got
I Just Wanna Love U (Give It Me)
Tom Ford
Run The World
***Flawless con Nicki Minaj
Yoncé
Jigga
Dirt Off Your Shoulders
Naughty Girl
Big Pimpin
Ring The Alarm
On To The Next One
Clique
Diva
Baby Boy
Haunted
Drunk In Love
No Church In The Wild
Public Service Announcement
Why Don’t You Love Me
Holy Grail
Fuck With Me, You Know I Got It
Partition
99 Problems
If I Were A Boy
Ex-Factor (Lauryn Hill cover)
Song Cry
Resentment
Love on Top
“Izzo (H O V A )”
Niggas in Paris
Single Ladies
Hard Knock Life
Pretty Hurts
Part II (On The Run)
Young Forever
Halo
Lift Off (Outro)

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