Suor Cristina: celebrazione tutta all’italiana di un fenomeno da baraccone

Esistono fondamentalmente due tipi di talent show musicali, ovvero quelli con Morgan e quelli senza Morgan: mentre i primi sono caratterizzati da un’interessante, precisa e spesso spietata direzione artistica gli altri tirano avanti per inerzia, cazzeggiando qua e là per intere puntate con talenti di dubbia qualità. Fra questi ultimi troviamo ovviamente The Voice, che in questa seconda edizione è trainato dall’inaspettato (ma quando mai) successo di Suor Cristina Scuccia, “all the way from Sicily”, che ha conquistato e commosso il mondo della rete come neanche le peggiori foto di cani morti che i vostri amici cinofili pubblicano su Facebook.

Ma su che cosa si basa questo riscontro tanto positivo da parte del pubblico, che le sta permettendo di passare tutte le fasi più importanti della gara assicurandole un posto alla fase finale? Certo non la voce, visto che vocalmente parlando si tratta della solita cantante tutta urla e gorgheggi alla Amici di Maria (fra l’altro, parecchio calante); ciò che sta alla base del suo successo è ovviamente l’hype creato a tavolino intorno al suo personaggio, che come nel caso di Elhaida Dani si spegnerà tristemente non appena il sipario verrà chiuso su questa edizione della trasmissione.

Suor Cristina, dopo tutto, è la classica persona che nel coro della chiesa alza il volume della voce rispetto agli altri, dimenticando il voto di umiltà per abbracciare una lotta (ben più umana, santo cielo) in stile homo homini lupus allo scopo di ottenere un briciolo di visibilità e i complimenti delle signore in prima fila alla Santa Messa.

Potete comunque stare tranquilli, cari fedeli, il destino di Suor Cristina è già segnato: visto e considerato che nel nostro paese (o in qualsiasi altro, se non il Vaticano) un suo disco è obiettivamente invendibile, la Sorella finirà certamente per passare i prossimi mesi come ospite fisso presso qualche programma televisivo random, tanto per ricordarci ancora per un po’ quanto sia immane, sconfinato e terribilmente dozzinale il suo “dono”. Amen.

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