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Wall of Voodoo: storia e discografia

I nascono nel 1977 dall’incontro tra il cantante e virtuoso dell’armonica Stanard Ridgway e il chitarrista Marc Moreland, cui si uniscono il fratello Bruce Moreland, il tastierista Chas Gray e il batterista Joe Nanini, in una sezione ritmica comunque fortemente condizionata dalla batteria elettronica. L’idea è di creare un sound postpunk/new wave che fonda sonorità western con l’elettronica urbana. I testi sono fortemente ispirati alla spersonalizzazione dei cosiddetti urban cowboys, non a caso. Vedi il rock anthem Longarm all’interno del primo EP eponimo.

I primi consensi vengono dalla cover western Ring of Fire, ma è il singolo Mexican Radio, tratto nel 1982 da Call of the West a dare fama e notorietà alla band, il cui originale nome si deve a un commento sul “wall of sound” del gruppo, definito più un “muro di Voodoo” da Joe Berardi. La fama finisce per spaccare il gruppo e Ridgway si dà alla carriera solista realizzando due grandi hit come Just Drive she Said, e soprattutto Don’t Box me in, colonna sonora di Rumble Fish (“Rusty il Selvaggio” in italiano) in coppia con il batterista dei Police Stewart Copeland.

Andy Prieboy sostituisce Stan alla voce ma i WOV non si riprenderanno più, finendo per sciogliersi di fatto dopo l’ultimo album del 1989.

Componenti della band
Stan Ridgway – voce (1977-1983)
Marc Moreland – chitarra
Bruce Moreland – basso
Chas Gray – tastiera
Joe Nanini – batteria
Andy Prieboy – voce (1983-1988)

Discografia
Wall of Voodoo (EP) (1980)
Dark Continent (1981)
Call of the West (1982)
Seven Days in Sammystown (1985)
Happy Planet (1987)
The Ugly Americans in Australia (1989)
The Index Masters (include il primo EP + un concerto live dell’epoca) (1991)

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it